La Chiesa di Santa Croce in Cascina

 

Inserita nel complesso chiesastico della Propositura di Cascina, la Chiesa di Santa croce rappresenta un significativo esempio di Architettura seicentesca.

 

 

NOTIZIE STORICHE

 

Documentazioni storiche relative all’edificio stesso ne attribuiscono la paternità ad Orazio Cecconi ed al fratello Vincenzo, facendo risalire l’inizio dei lavori intorno all’anno 1633. Le opere di costruzione si protrassero per una durata di circa quattordici anni, fino all’anno 1647. Pare tuttavia che il corpo di fabbrica

sorga su un impianto di epoca anteriore, destinato al cosiddetto Oratorio di Santa Durante il corso dei secoli passati l’edificio è stato sottoposto ad ulteriori interventi, così è documentata la realizzazione di una notevole ristrutturazione tra il sesto e il settimo decennio del Settecento, la cui entità fa desumere una vera e

propria ricostruzione.

 

CARATTERISTICHE STILISTICO-ARCHITETTONICHE

 

Dal punto di vista architettonico, l’edificio presenta un impianto semplice a navata unica, terminante con una cappella rettangolare posta dietro l’altare avente funzione di Coro - e da due piccoli vani laterali adibiti distintamente a piccola Sacrestia e ad accesso secondario.

La struttura portante risulta costituita da una cortina in muratura mista in pietra e mattoni, ripartita in più campate da una serie di pilastri, in essa inserita ad interasse regolare e di sezione tale da assorbire le spinte degli arconi su di essi impostati.

L’interno dell’edificio risulta invece “opposto” alla semplicità esterna, rispecchiando il tipico carattere sfarzoso del gusto tardo barocco, caratterizzato da ricche decorazioni a stucco e lunette porta immagini.

Le pareti interne sono ritmate da paraste sormontate da capitelli a stucco, decorati da fantasiose foglie di acanto e volute .Una ricca cornice continua si sviluppa su tutte le strutture perimetrali, costituendo la linea di imposta del sistema di controsoffittatura, realizzato a volta a botte lunettata.

Nelle lunette sono inoltre ricavate quattro finestrature per lato, inquadrate da cornice.

Il sistema costruttivo della controsoffittatura ha una struttura voltata in foglio di mattoni, collegata ad un sistema di arconi a tutto sesto collegati ai pilastri laterali.

Questo costituisce un sistema statico leggero, tale da non esercitare grosse spinte sui muri perimetrali. Gli arconi suddividono in quattro spartiture la controsoffittatura, lasciando spazio ad una decorazione alterna, costituita da campiture affrescate – con soggetto inneggiante la storia della Santa Croce - cornici e soggetti floreali di gusto squisitamente baroccheggiante.

Sulle pareti longitudinali si inseriscono, su ciascun lato, ancora quattro lesene, decorate in finto marmo. Queste, oltre a costituire l’elemento architettonico in elevazione, a tergo delle quali insistono i pilastri e su cui si impostano gli arconi della soffittatura, hanno la funzione di scandire ulteriormente la superficie

muraria perimetrale, lungo l’asse maggiore, lasciando spazio a teche raffiguranti immagini religiose arricchite da cornici,stucchi vari e puttini. La ricca decorazione di insieme culmina infine nell’area absidale, la cui parete frontale lascia spazio a una finestra lobata, orientata sul lato est. All’interno, detta finestra è enfatizzata con una cornice in stucco di particolar pregio, arricchita con volute e puttini; la parete risulta inoltre inquadrata - nella parte sottostante la finestra - con due lesene “a spigolo”, decorate a finto marmo da capitelli compositi.

La decorazione interna, abbondante e calibratissima allo stesso tempo, si avvale degli apporti di materiali diversi; il marmo, nel bellissimo fonte ottagono che campeggia al centro della navata e nell’altare centrale o finto nelle lesene marmorizzate, il gesso, nelle cornici dei quadri, delle finestre, nel cornicione, piuttosto aggettante, che segna tutto il perimetro superiore delle pareti; lo stucco ,nei motivi plastici, figurativi astratti, delle cornici, delle sovrapporte, delle sovrafinestre; gli affreschi, sulle volte e le tele, ai lati della navata; i legni delle panche l’oro negli stucchi del soffitto e nelle sovrapporte della zona presbiteriale ecc. In questa complessa orchestrazione cromatica e polimaterica, la preponderanza del bianco sulle pareti laterali, nei gessi, negli stucchi, nei marmi, fornisce la necessaria e sapiente impaginazione dell’insieme.

La presenza di importanti opere scultoree in marmo, il fonte e l’altare, segnano una realtà piuttosto originale all’interno della plastica pisana settecentesca.

L’altare rialzato da un gradino ha una forma leggermente concava, abbellito da pregevoli intarsi marmorei e da inserti figurativi (gli angeli-mensola e le teste di cherubini) fu eseguito fra il 1759 ed il 1761 da Carlo Francesco Jori ed installato da Pompeo Franchi gli stessi che hanno operato molto nelle decorazioni scultoree della Certosa di Calci.La tipologia di questo altare è riscontrabile nell’altare della Chiesa di Santa Marta,realizzato nel 1764 da Giuseppe Vaccà, scultore noto di origine carrarese.

La decorazione a stucco dell’interno è attribuita a Carlo Antonio Ferri ,attivo nella decorazione della Cappella della Santissima Annunziata della Certosa di Calci. La decorazione del Ferri ha un vastissimo repertorio di motivi decorativi, come negli spunti figurativi, nelle ghirlande di fiori e foglie che contornano i lati delle finestre, nelle volute dei capitelli, nei fregi della parte superiore delle pareti laterali del presbiterio, nelle cornici modanate, nelle teste dei cherubini ecc.

Veri accenti di virtuosismo si leggono nella struttura in gesso e stucco, sovrapposta alla parete di fondo della cappella contenente, al centro, la tela raffigurante San Giovanni Battista, caratterizzata da due pilastri, marmorizzati, con capitelli compositi sorreggenti lo stemma centrale su cui troneggia la scritta “ NOVO EXTRUCTO FONTE D. JOANI BAPT.DIC.A.D.MDCCLXXXVI” che allude alla trasformazione della chiesa in “battistero della pieve” dopo la dopo la soppressione della compagnia officiante.