Santuario della Madonna dell'acqua
La presenza di un piccolo Oratorio là dove l'Arno compie una larga ansa, è data per certa fin dai primi anni del 1400; alla distanza di circa un chilometro da Porta Fiorentina si venerava un’immagine di Maria S. S., posta a salvaguardia e protezione dall’impetuosità del fiume, immagine ritenuta miracolosa ed alla quale i cascinesi erano particolarmente devoti. Dipinta ad affresco, staccata probabilmente dal primitivo oratorio, risulta più volte restaurata; giudicata di buona fattura in base alla forma aggraziata del volto, è comunque di difficile datazione: alcuni la vogliono contemporanea agli affreschi dell'Oratorio di S. Giovanni ma sono solo delle ipotesi. Ulteriori manifestazioni prodigiose attribuite alla Madonna, e la sempre più vicina ed incombente presenza del fiume, in tempi in cui le arginature non erano ancora né codificate né erette, spinsero i popoli di Cascina e dei paesi circonvicini a trasformare l'antica cappella in un edificio più solido ed accogliente, l'attuale Santuario. Si raccolsero offerte da tutto il circondario, istituendo addirittura un’apposita "Opera della Madonna della Figuretta” e tra il 1613 e il 1619, si compì la costruzione su disegno dell'architetto Ramoscelli. La chiesa, a pianta centrale a croce greca, costruita completamente in laterizio, compreso il piccolo campanile impostato tra due dei quattro bracci laterali, accolse subito la venerata immagine e fu successivamente munita dei vari altari. La presenza del cotto ci fa pensare a Cascina, anch'essa costruita prevalentemente con lo stesso materiale: risulta molto probabile che tali materiali provengano dall'antico borgo fluviale della Rotta. In questa località, l'utilizzazione delle argille depositate dall'Arno, infatti, consentirono per secoli la produzione dei mattoni di cui gli abitanti erano divenuti fabbricanti molto esperti. Per il mantenimento dell'opera fu organizzata una sorta di supervisione laica, sotto la pertinenza di un Magistrato Fiorentino che amministrava le entrate affidando i compiti di culto a due sacerdoti, generalmente cascinesi. In seguito, non potendo la comunità sopportare oltre il peso della custodia del Santuario, e con il sopraggiungere di nuove esigenze di servizi religiosi, dovute all'aumento della popolazione, si supplicò nell'anno 1628 il Granduca di Toscana di sostituire l'uso della cappellania con nuove istituzioni. Si pensò quindi di insediare nei pressi della chiesa una piccola comunità di Regolari e la scelta cadde sui Francescani Osservanti, suscitando le varie opposizioni dei frati Francescani conventuali di Vicopisano e dei Cappuccini di Pontedera; infatti la presenza di nuovi questuanti avrebbe fatto diminuire inesorabilmente le offerte verso i loro conventi.